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GROTTA DEL VENTO

Nella provincia di Lucca, a poca distanza da Forte dei Marmi e da Viareggio, al centro dello straordinario Parco naturale delle Alpi Apuane è situata la grotta del Vento, imperdibile spettacolo naturale che presenta le peculiarità e caratteristiche del mondo sotterraneo. I gruppi e le persone che desiderano visitarla e vedere con i propri occhi gli antri e le colonne calcaree possono scegliere uno degli itinerari che qui vengono organizzati.
L’origine della grotta risale a oltre venti milioni di anni fa quando forti spinte legate alla deriva dei continenti, provocarono il sollevamento di una vasta massa rocciosa che emerse dalle acque tirreniche e formò lentamente le attuali montagne.

Nei secoli successivi l'acqua piovana filtrando fra le crepe della roccia venne inghiottita nel sottosuolo, dove i diversi rivoli d'acqua confluirono formando ruscelli, poi torrenti e fiumi sotterranei che hanno scavato, modellato, lavorato le pietre trasformando le sembianze di quella fitta rete di cunicoli, gallerie, pozzi e saloni che costituiscono il complesso sotterraneo della Grotta del Vento. Già nel ‘600 gli antichi abitanti di queste aree conoscevano la “Buca del Vento”, una stretta fessura dalla quale passava una corrente d’aria. Sopra questa apertura fino alla seconda guerra mondiale fu costruita una capanna che svolgeva la funzione di frigorifero vista la temperatura dell’aria che da qui usciva. Le prime vere esplorazioni iniziarono nel 1932 quando un gruppo di speleologi iniziò lo studio del fitto reticolato sotterraneo entrando dove mai nessuno era stato. La spedizione decisiva ai fini della valorizzazione turistica fu quella compiuta dal Gruppo Speleologico Lucchese nel 1964, che esploro 1110 metri di gallerie. Successivamente a questa discesa nella Grotta del Vento iniziarono i lavori per consentire l’accesso al pubblico che vennero ultimati definitivamente solo nel 1982.
Percorrendo sentieri mozzafiato con gradi di difficoltà e profondità diversi si scende fino ad oltre 50 m. dove si raggiunge un enorme salone millenario nel quale confluiscono tre corsi d’acqua e prosegue fino al sifone terminale di un piccolo fiume sotterraneo che ha modellato la galleria a forma tondeggiante. Per i più temerari un’ulteriore percorso termina con un’arrampicata lungo le pareti di un pozzo di 90 m. fino al raggiungimento di uno stretto canyon che solo d’estate è percorso da un turbinoso corso d’acqua.

CARNEVALE DI VIAREGGIO

Il Carnevale di Viareggio è una festa vivace, esplosiva, divertente e autentica, i suoi 137 anni di storia hanno  saputo rinnovarsi ed adattarsi ai gusti del tempo conservando il contatto con le sue tradizioni e con il senso ludico ed allegorico di questa festa. Nel lontano 1873 alcuni giovani altolocati di Viareggio chiacchierando nelle sale del Caffè del Casinò partorirono l’idea di organizzare una sfilata di carrozze per festeggiare il Carnevale. L’evento fu accolto dalla popolazione con entusiasmo e sorpresa, con passione e calore tanto che l’evento divenne una tradizione. Nel 1921 si cantò la prima canzone ufficiale, la "Coppa di Champagne", attuale inno del carnevale. Anche le maschere si animarono a suon di musica per la prima volta, perché la banda trovò posto a bordo di un carro intitolato "Tonin di Burio" che rappresentava la festa nuziale nell'aia di una casa colonica. Due anni dopo il "Pierrot", nostalgica e romantica figura del carnevale, fu la prima maschera a muovere la testa e gli occhi. Nel 1930 Uberto Bonetti, il pittore che ha illustrato la magia del carnevale con manifesti ufficiali, ideò Burlamacco, la maschera oggi famosa, che nel manifesto del 1931, sullo sfondo dei moli protesi sul mare, appare in compagnia di Ondina. Oggi Burlamacco trova posto ira le maschere italiane a Roma presso il museo del Folklore e della tradizione ed è esposta a Parigi presso il Musée de L'Homme.

Il Carnevale di Viareggio, fin dal 1925 con l'uso della cartapesta o carta a calco, ha fatto propria la filosofia del recupero e del riciclaggio attraverso una tecnica manuale ed un modo originale e creativo, utilizzando un materiale usato e gettato via. La stessa tecnica e gli elementi utilizzati nella lavorazione come la carta di giornale, la colla di farina, la creta, il gesso, i giunchi, costituiscono una metodo unico ed ecologico che la tradizione viareggina sa esprimere in modo esplosivo nella costruzione dei grandi carri allegorici.
Oramai sono anni che lo spettacolo continua ma è sempre forte l’attesa dei cittadini: Trepidanti soddisfano così durante le sfilate dei numerosi carri allegorici che tendenzialmente da fine gennaio al 20 febbraio invadono le strade offrendo momenti di assoluto spasso. Lo straordinario processo creativo degli  artisti, degli ideatori e dei modellatori di cartapesta giunge al termine in questi gloriosi giorni, ma riparte ancora più motivato e vibrante a termine della manifestazione perché ogni anno il Carnevale di Viareggio è uno spettacolo di colori ed idee.
Visto il grande interesse e l’enorme fama di cui gode il Carnevale di Viareggio in tutta Italia e in tutto il mondo, è stata ideata e portata a termine un grande parco urbano: la Città del Carnevale ideata dall’arch. Francesco Tomassi ed inaugurata il 15 dicembre 2001,. Visibile anche dall’Aurelia date le sue dimensioni, la struttura si sviluppa tutto intorno ad una grandissima piazza sulla quale si aprono le porte degli attuali 16 capannoni.
All’interno di ognuno di questi trovano spazio i differenti laboratori dei carri che traggono la loro forza da una operosa e geniale attività artigianale ed artistica. La Città del Carnevale dunque è un cantiere del divertimento e dello spettacolo di grande valore scenografico. La Cittadella è dunque il cuore del Carnevale di Viareggio. Le idee e le creazioni prendono forma proprio qui, creazioni che poi durante il periodo invernale sfilano sui viali di Viareggio promuovendo il buonumore, la spensieratezza e tanto divertimento.
Presso la “Cittadella del Carnevale” è possibile trascorrere un interessante pomeriggio presso il Museo della Cartapesta, unico nel suo genere e sviluppatosi negli anni grazie alla fitta relazione con la tradizione carnevalesca di Viareggio. Al suo interno infatti, prendendo visione dei bozzetti, dei documenti originali e dei manifesti e modellini creati si raccontano i gloriosi anni della manifestazione più pittoresca e divertente della località.
Oltre alla parte espositiva all’interno del Museo è stata strutturata una sezione didattica che permette ai visitatori di conoscere le fasi di realizzazione di un’opera di cartapesta come anche di prendere parte a dei veri e proprio laboratori didattici per modellare con maestria carta e creta.

PISTE CICLABILI

Una delle piste ciclabili di grande interesse naturale e disposta su un’ampia porzione di incantevole territorio toscano collega Pontasserchio (PI) con la località di Viareggio. Pedalando lunga la riva destra del fiume Serchio e lasciandosi alle spalle i Monti Pisani si raggiunge Migliarino Pisano, piccola località circondata da vaste aree agricole e nelle immediate vicinanze del Lago di Massacciuccoli. Attraversando il territorio comunale si attraversa il Parco di Magliarino – San Rossore,i campi coltivati e si costeggia l’allevamento dove vengono allenati alcuni dei cavalli che corrono presso l’ippodromo di san Rossore.
Dopo aver seguito per diversi km il letto del fiume Serchio giungiamo alla foce, alle prime aree adibite ad ormeggio che offrono il primo scorcio marino. Ora, per raggiungere Viareggio, che dista da qui circa 10 km, bisogna seguire il litorale, il percorso segnato dalla pista ciclabile del lungomare. Giunti a Viareggio per i più temerari ed instancabili la pista ciclabile prosegue ulteriormente raggiungendo nell’ordine Lido di Camaiore, Forte dei Marmi e Marina di Carrara.

Un'altra pista ciclabile disponibile è la pista ciclabile della Versilia che prende questo nome in quanto si sviluppa lungo il lungomare che collega Forte dei Marmi a Viareggio passando per le località di Marina di Pietrasanta e Lido di Camaiore offrendo così la possibilità di ammirare le spiagge di queste località turistiche. Un percorso facile e sicuro, lungo circa 15 km, vicino al mare e adatto per chiunque desideri conoscere meglio la Versilia in bicicletta e che voglia anche sorseggiare una bibita fresca. Infatti, lungo tutto il percorso ciclabile si alternano gli stabilimenti balneari e numerosi bar e gelaterie.

Andare in bicicletta permetta a tutti, professionisti e non, di immergersi nella natura e di conciliare l’attività sportiva con la scoperta del territorio. Offre la possibilità di visitare luoghi e paesaggi incantati e selvaggi, resi docili da percorsi ciclabili ben segnalati. Uno dei sentieri più interessanti e impegnativi che si sviluppa nei dintorni di Viareggio è lungo circa 55 km. Ha inizio dalla Terrazza Petroni del parco fluviale di Monte S. Quirico e prosegue fino a raggiungere Carasomma. Una volta giunti a questa meta, alla fine della strada sulla scogliera, si deve seguire la strada fino ad arrivare al ponte di Ripafratta proseguendo poi in direzione di Filettole. Tra sali e scendi di argini e strade sterrate si compiono interessanti evoluzioni e si incontrano interessanti luoghi: torrenti, terreni coltivati e la palestra di arrampicata di Vecchiano. Da Migliarino in poi la pista torna ad essere principalmente sviluppata sugli argini del fiume Serchio e dei suoi affluenti. Arrivati a Bocca di Serchio, per raggiungere Viareggio bisogna percorrere una strada sterrata lungo la pineta e respirare così dell’aria fresca tra i secolari alberi.

TORRE DI MATILDE

Simbolo e riconoscimento storico di Viareggio è la torre cinquecentesca detta di Matilde perché erroneamente attribuita alla duchessa Matilde di Canossa. Posta sulla sponda del porto Burlamacca sovrasta la cittadina e manifesta la rilevanza commerciale e mercantile che nei secoli passati diedero fama a questa zona.
Viareggio era il naturale sbocco al mare della Repubblica di Lucca e con l’incrementarsi del traffico sul canale la Torre raggiunse il suo periodo di gloria soprattutto come struttura a protezione del porto, un’importante ed efficace  costruzione militare.

Con l’arretramento del mare la sua utilità come difesa dello scalo marittimo andò a decadere per cui la costruzione dell’attuale torre fu necessaria per garantire una struttura difensiva avanzata. Negli anni successiva venne ad essere affiancata dal maestoso palazzo del Commissario di spiaggia che offriva al medesimo, tramite un loggiato che collegava le due strutture, di rifugiarsi in caso di attacco. La linea di costa andava però ad avanzare sempre di più e la torre perse ogni efficacia tanto che nel 1788 fu eretto un secondo fortilizio alla foce del canale Burlamacca. La Torre di Matilde fu adibita così ad altre funzioni di allerta e di adunata della popolazione come nel caso delle vaccinazioni di massa. Nell’800 i documenti storici testimoniano inoltre l’uso a carcere come luogo di detenzione in tempi fino in tempi recenti, fino alla conclusione della seconda guerra mondiale.
Abolito il carcere nel 1945 la torre rimase chiusa e abbandonata fino al 1969, con i primi lavori di restauro a cura della Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici di Pisa. I lavori di restauro furono ripresi nel 1975 e vennero conclusi nel 1982. Per un lunghissimo periodo dunque la struttura rimase inutilizzata ma grazie all’intervento dell’amministrazione pubblica è riuscita a rilanciare la propria immagina ampliando le possibilità di utilizzo della rinomata torre. Sono diverse e molto interessanti le mostre, le esposizioni e le attività e manifestazioni culturali che il comune di Viareggio organizza nella Torre di Matilde.
Alla Torre si collega una leggenda e credenza, divenuta una celebrazione importante per la popolazione locale che ogni 15 aprile festeggia e ricorda un evento del passato Si narra che verso la fine del ‘700 la città di Viareggio fu investita da una terribile bufera, tuoni e lampi riecheggiavano in cielo. Un violento lampo colpì la torre vicino al deposito delle polveri da sparo ma per fortuna non esplose. Proprio per ricordare la grazia ricevuta fu istituita la festa del “Voto del Comune” tutt’ora ricorrenza di Viareggio.




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